Touch: 1×03, riassunto e critica dell’episodio “La sicurezza dei numeri”, trasmesso su Fox il 3 aprile
aprile 4, 2012
Martin incontra un senzatetto che condivide con Jake la medesima ossessione per le connessioni numeriche. Padre e figlio continuano a “lavorare” per il Destino, questa volta, aiutati dal Principe Invisibile.

La terza puntata di Touch, dal titolo “La sicurezza dei numeri”, si apre con la ormai familiare voce di Jake, che ci dice qualcosa a proposito delle formiche rosse. La sua riflessione sulla vita precaria delle formiche, che si aggrappano l’una con l’altra per salvarsi, si ricollega alla condizione dell’intero genere umano esposto agli eventi del Caso e collegato da forze invisibili.

Questa voce, che solo noi spettatori possiamo sentire, è anch’essa uno speciale collegamento con il bambino. E di collegamenti è fatto anche questo episodio, perché una donna africana abusata, dei ragazzi che partecipano ad una gara di ballo e una donna che esce dalla Coachella Valley Music and Arts Festival della California sono collegati?

Forse perché non è la domanda giusta, dovremmo porci lo stesso quesito di Jake: “e se fossi tu a sapere cosa è necessario fare, ma non potessi parlare?” Jake si rivolge all’unica persona che può e vuole credergli, Martin.

In questa puntata, ha fatto la sua comparsa un nuovo personaggio il Principe Invisibile, un homeless che sembra avere la stessa missione di Jake: aiutare le persone, rintracciando i sottili legami che le uniscono. La trama si infittisce, Jake quindi non è il solo!

Ogni episodio è autoconclusivo, siamo ben lontani dalle pindariche puntate di Lost, ma il tutto sembra legarsi a un disegno più grande che sempre più si va delineando. E la conferma di questo disegno la troviamo nelle profetiche parole di Arhtur Teller: “Suo figlio ha uno scopo più alto. “

Appare chiaro dai segnali disseminati all’interno di ogni puntata, come il telefono con il video di Kayla e le ragazze giapponesi, che il vero punto di forza di Touch è proprio quello di creare le attese di eventi sempre più grandi senza snervare il pubblico desideroso di tirare le fila al termine di ogni episodio.