The Killing 2: riassunto “Un giorno fortunato” secondo episodio, 11 aprile
aprile 12, 2012
Finalmente è venuto a galla, è il caso di dirlo, il segreto di Darren Richmond. Qualcuno ha lasciato lo zainetto di Rosie davanti a casa dei Larsen, il caso non è chiuso e Holder inizia a capire che è stato manovrato da qualcuno di molto in alto.

La seconda puntata di The Killing, dal titolo “Un giorno fortunato”, è stato davvero un giorno fortunato per Sarah. La detective va a parlare con Gwen, l’assistente di Richmond, la quale le confessa che la sera dell’omicidio di Rosie Larsen, Richmond si era presentato con i vestiti bagnati.

Sarah, sapendo che la foto che incastra Darren è un falso, si reca in ospedale. Darren non vuole parlare con Sarah, ma alla fine le dice che quella terribile notte lui aveva tentato il suicidio perché il ricordo della moglie morta lo tormentava troppo.

 Il padre di Rosie ritrova lo zaino della figlia davanti casa, qualcuno l’ha lasciato lì, forse è stato l’assassino o qualcuno che sa chi è stato.

Consegna la prova alla polizia per le analisi. Holder inizia a sospettare dei suoi stessi colleghi, lui che prima non aveva esitato a prendere la via più semplice per ottenere la promozione, scosso dal dolore e dalla rabbia del padre di Rosie, decide di non consegnare il vero zaino al suo capo.

Ottima mossa, infatti, il capo della polizia mente sulle analisi della prova, così Holder decide di andare a parlare con Sarah al suo albergo. Sarah però non gli risponde perché non si fida del suo collega.

Darren viene scagionato da tutte le accuse e il caso ritorna così nella mani di Sarah, sempre più intenzionata a scoprire la verità.