Tempesta d’amore – Intervista a Lorenzo Patanè
giugno 27, 2012
In esclusiva per Tv a puntate, Lorenzo Patanè, uno dei protagonisti più amati di Tempesta d'amore, racconta della sua indimenticabile esperienza sul set tedesco, del suo amore per la sua Sicilia e dei suoi progetti futuri.

trakingNato a Catania, Lorenzo Patanè si è trasferito con i genitori in Germania, dove ha mosso i suoi primi passi nel mondo dello spettacolo, prima a teatro per poi passare alla tv, approdando anche al cinema.

Nel 2005 entra a far parte della soap Tempesta d'amore (Sturm der Liebe), interpretando il ruolo di Robert Saalfeld, diventando uno degli attori più amati dal pubblico.

- La Sicilia è sempre stata la terra di origine di grandi attori e gente dello spettacolo, e anche tu, Lorenzo, non fai eccezione. Raccontaci quale è il tuo rapporto con le tue radici siciliane, ritorni spesso in Sicilia?

In Sicilia ci torno ogni anno. Non posso stare senza la mia terra, mi fa male fisicamente. Appena metto piede sull'isola cambia il mio atteggiamento, il mio modo di vivere la giornata: aumenta la fame, cambia il mio metabolismo.

Sento un legame forte con la gente, con i posti speciali! É veramente un amore, io sono innamorato della Sicilia.

Anche se c'è tanto da cambiare, ancora oggi, nel 2012, per fare un viaggio in treno di 300 km impiego 10-12 ore, le strutture sono vecchie e corrotte. Dobbiamo aiutare più la gente di questa meravigliosa isola, altrimenti morirà tra ultra-burocrazia e mafia.

La mia forza di recitare, di dare spettacolo, la prendo proprio da questa isola. I colori mi ispirano, il casino mi da l'improvvisazione, e certamente io, che sono nato a Catania, e lo dico sul serio, prendo forza dal vulcano.

Ogni volta che scendo in Sicilia, puntualmente salgo sull'Etna. Ho sentito da molti siciliani che nn ci sono mai stati, la trovo una cosa inaccettabile. È come se uno di New York non sappia che cosa sia la Statua della Libertà. Se sali su quella montagna alta 3400 metri, e vedi la costa siciliana, la Calabria, i paesi circumetnei, il verde del paesaggio, il mare, automaticamente scatta qualcosa dentro di te, ti rendi conto di fare parte di questo palcoscenico.

Percepisci un'altra visuale del tuo paese, della tua forza, sì, perché sei parte di questa maestosa montagna, che cosi fertile ha regalato, vino, frutta e minerali a questa isola, creando un marchio naturale conosciuto in tutto il mondo. Ogni siciliano dovrebbe a meno una volta in vita sua fare questa esperienza, prima di viaggiare nei posti esotici o in qualche villaggio turistico a mangiare male in un bunker di cemento all'estero.

- Sei un attore molto amato, non solo dal pubblico, ma anche della critica e i premi che hai ricevuto ne sono una testimonianza. Ricordiamo che nel 2008 a Taormina, ti hanno conferito il premio come “Rivelazione Attore Italiano in trasmissione straniera”. Racconta, quando è nato il tuo amore per la recitazione?

Grazie! Sì, è vero per fortuna la critica apprezza il mio modo di recitare, diciamo più naturale possibile nel contesto del personaggio che devo interpretare.

Nel 2010 ho vinto il Premio nazionale della televisione tedesca-giuria popolare, è stato veramente un momento pazzesco, non pensavo mai che anche i tedeschi apprezzassero a tal punto il nostro prodotto e che addirittura spendessero soldi per chiamare e votare in nostro favore.

Io da sempre ammiravo gli attori che erano capaci, anche con poco, di dare il massimo di tensione e intenzione al personaggio come Klaus Kinski, Michael Caine o Alfred Molina.

Anche qui, devo dire, che lo sviluppo è stato abbastanza naturale, ricordo molti episodi della mia infanzia dove raccontavo già da piccolissimo storie:(talento che un po tutti gli italiani hanno) inventate, vere, trasformate. Mi piaceva già intrattenere la gente, vedere negli occhi dei ascoltatori il piacere di seguire una storia, poi sentire ridere per una tua battuta, per me era una soddisfazione immensa che tuttora provo, mi sento forte se faccio divertire la gente.

Dare un sorriso a qualsiasi persona è una delle cose più belle che possa immaginare, ti rende partecipe, anche se per pochi secondi, della vita di un altro, un'esperienza che da sempre ho voluto trasformare in mestiere. Poi ho iniziato a recitare in inglese a 12 anni, ho interpretato Robin Hood, tenevo dentro di me questo segreto, lo sentivo, ma avevo paura di pronunciarlo: volevo fare l´attore, nient altro!

- Hai esordito a teatro, per poi passare alla tv e al cinema, mondi tra loro che possono essere molto diversi, quale di questi senti maggiormente nelle tue corde? Il teatro è affascinate, come con un vecchio libro di storia, impari ogni giorno qualcosa di fondamentale che ritorna utile anche nella vita quotidiana. Il teatro ti trasmette anche una certa dignità e umiltà per il testo e per il personaggio che porti con te durante le prove.

È un modo, diciamo, più sacrale, sopratutto se interpreti testi vecchi come quelli di Shakespeare o Schiller, anche se il teatro moderno di Dario Fo o di Samuel Beckett è più anacronistico, più silenzioso ma molto intenso.

La tv è più leggera, più veloce ma molto stimolante, devi inventare di più, ripetere più volte e cercare sempre qualche nuovo stimolo. Chiaramente più moderno come approccio e completamente diverso e affascinante a modo suo. Amo stare sul set, vedere la confusione, dialogare con tutti, riprendere come una spugna le vari correnti di produzione e allo stesso momento plasmare e proteggere il tuo personaggio, devi, con poco tempo a disposizione, dare il massimo nei momenti cruciali.

- Nel 2005 hai iniziato la grande avventura con Tempesta d'amore, che ricordi conservi dei tuoi colleghi e di quel periodo? Ti va di raccontare qualche aneddoto di quegli anni passati nei panni di Robert Saalfeld?

Tempesta d'amore, senza dubbio, è stata finora l'esperienza più importante nella mia "carriera", anche se la parola ancora mi sembra buffa. Io ancora mi sento al inizio, sono come quasi tutti i miei colleghi: un attore che deve lavorare per vivere, che ha avuto il privilegio di fare un grande lavoro.

Non calcolo il successo in termini di ascolti e share o di amici su facebook, anche se mi fa piacere avere tanti fan con cui ho un rapporto speciale. Per me tutte queste persone hanno semplicemente apprezzato il mio operato. Per parlare di carriera, per diventare una faccia nota, un attore conosciuto, devo ancora lavorare molto ma molto di più, questo è uno dei lati più affascinanti e anche più duri da affrontare nel mio mestiere.

Sopratutto con i ragazzi della maestranza di Tempesta tuttora ho un rapporto abbastanza frequente, ci mandiamo foto e messaggi. Mi mancano, sono delle persone fenomenali, i veri eroi della serie non certo noi attori, ma anche con Judith Hildebrandt, Florian Böhm, con Tobias e sopratutto Uta ho un rapporto bello e intenso, ci sentiamo spesso, ci lamentiamo a vicenda del lavoro, ci prendiamo in giro se abbiamo visto un qualcosa che non ci piaceva.

Poi mio padre (Dirk Galuba) mi chiama sempre nei momenti più assurdi, sopratutto di mattina presto. Una volta lavoravo come consulente artistico su un film in australia, dove lavoravo 18 ore al giorno, di sabato mattina prestissimo alle 3,30 mi chiama Dirk che non sapeva che stavo lavorando a Melbourne. Mi rimprovera perchè ancora dormivo, e che dovevo darmi una mossa, tutto con la sua voce sonora di generale militare. Io replico gridando che stavo ancora a letto, perché stavo dall'altra parte del pianeta e non perché sono pigro, lui rispose: "Eh, come ti permetti di andare via di casa senza avvertirmi" Ahhahah! Fantastico, storia vera!

- Concludiamo questa bella chiacchierata, con una domanda di rito. Cosa attende Lorenzo nel prossimo futuro, ci sono progetti in cantiere?

Mi sono trasferito da poco in Italia, a Roma, in pianta stabile!. Il mio primo progetto è questa divertentissima serie, effettivamente si è avverato un sogno perché da sempre volevo fare commedia, ma spero che la produzione non legga questa frase altrimenti nn mi pagano proprio ahahah!

Scherzi a parte, si tratta di qualcosa mai vista in Italia, sembra scontato dirlo, ma io sono sincero. Prima di girare Kubrick, avevo fatto il provino per una soap, e se avessero preso me adesso parlavo sinceramente di una soap e del mio personaggio, invece il destino ha voluto che io facessi questa puntata pilota per un serie che si intitola "Kubrick la serie" e sono veramente orgoglioso di questo prodotto.

Dopo Tempesta, non vedevo l'ora di fare qualcosa di diverso, sovversivo, divertente. Siamo anche tra i primi in Italia a promuovere, come oramai è in uso in tutto il mondo, la serie per prima sul web, raccogliere consensi o dissensi e raccogliere il maggior numero di "i like" su facebook, fare il giro dei vari blog.

Il nostro mestiere con Internet ha acquistato un'ulteriore dimensione, e siamo solo all'inizio! Bisogna capire come nel futuro e nel presente si possa sfruttare in modo creativo e innovativo questa meravigliosa piattaforma. Cosi invito tutti a visitare la nostra pagina, a vedere i vari promo della serie, scoprire tutti i video e darci il vostro commento, critica e approvazione.

Leggi i riassunti precedenti!

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