Il Trono di Spade (Game of Thrones): 2×01 – “Il nord non dimentica”
maggio 14, 2012
Tyrion assume la carica di Primo cavaliere, mentre Robb Stark continua la sua battaglia contro la stirpe dei Lannister. Il trono è occupato dal giovane e violento Joffrey, mentre Stannis Baratheon, alleato con la sacerdotessa Melisandra, tenta di strappargli la corona.

La serie Game of Thrones, in italiano Il trono di spade, ideata da David Benioff e D. B. Weiss, ha fatto il suo debutto italiano con la prima puntata della seconda stagione, dal titolo “Il nord non dimentica”.

Un presagio oscuro minaccia tutti gli aspiranti al trono, in cielo la striscia rossa della cometa, si configura come un oscuro presagio di morte e sangue, un destino unico che accomuna tutti coloro che, sotto il cielo gelido del nord o nel deserto dell’est, lottano per conquistare il potere.

In questo episodio ritroviamo Daenerys affrontare l’immensa distesa del deserto rosso, con poche speranze di vedere la salvezza. Decide di inviare i suoi tre bloodriders, Rakharo, Aggo e Jhogo, in tre direzioni diverse per trovare la fine di quell’infinito scenario di morte e salvare così il suo seguito e i draghi. Farà ritorno solo un cavallo e la testa mozzata del giovane parente, massacrato dal popolo del deserto.

Nel frattempo, Jon Snow, dopo un lunghissimo ed estenuante viaggio, è arrivato nelle terre al di là del Wall. Non può fare altro che stare a testa bassa ed obbedire agli ordini di Lord Mormont  e sopportare il vile e incestuoso comportamento di Craster, un uomo delle terre del nord, che offre ospitalità e informazioni.

Intanto, Robb Stark, il Giovane Lupo, è riuscito ad avere la meglio sull’esercito di Tywin Lannister, ma tre battaglie vinte sono molto lontane da essere la fine della guerra. Anche la madre è fiera di lui che è riuscito a conquistare il rispetto del proprio esercito.

Intanto Arya Stark è costretta a celare la sua vera identità sotto le spoglie di un ragazzo, dispersa e lontana dalla propria famiglia che la sta cercando.

Tutti vogliono il potere, ma la casata degli Stark sente più di tutti il richiamo del sangue e l’esigenza di proteggere i propri membri in pericolo, l’imperativo è trovare Arya, scivolata via dalle grinfie di Joffrey e quindi non più merce di scambio per liberare Jamie.

A Dragonstone, patria dei Targaryen ed ora dominio di Stannis Baratheon. Su una spiaggia illuminata da fuochi si consuma un rito officiato da Melisandra, sacerdotessa di R’hllor, Signore della Luce, che comanda di bruciare le effigi dei Sette Dei. Neanche l’intervento del Maestro Cresen riesce a porre fine allo strapotere della donna.

L’uomo muore avvelenato dalla sua stessa bevanda, nel tentativo di uccidere la donna, il personaggio più affascinante e ambiguo della serie de Il trono di spade, che riesce a sedurre anche il Stannis, offrendosi di procreargli un figlio.

Rispetto al libro da cui è tratta la seconda stagione di Game of Thrones, questo episodio di discosta un po’ nella trama. Infatti, possiamo notare alcune divergenze sostanziali:

- la scena  in cui Bran e Maestro Luwin ascoltano i problemi dei nobili non è presente nel romanzo

- lo stallone donato a Danaerys da Drogo nel romanzo non muore nel deserto.

- Jon Snow non si intromette nel dialogo tra Craster e Lord Mormont. Soltanto alla fine, l’uomo chiede al Lord chi sia il giovane che sembra avere i tratti somatici degli Stark.

- L'incontro tra Robb e Jamie non c’è nel romanzo, ancora Robb non è a conoscenza del rapporto incestuoso tra Jamie e Cersei.

- Tyrion non porta Shae alla Fortezza Rossa, ma le trova subito un posto lontano dalla Corte.

- Joffrey non fa risistemare la sala del trono e non fa mai cenno rumors sulla madre e lo zio Jamie, di conseguenza non avviene lo scontro con la madre.

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