Il clan dei camorristi: riassunto prima puntata 25 gennaio 2013
gennaio 26, 2013
Dopo il terremoto dell'Irpinia, il magistrato Andrea Esposito chiede di essere trasferito a Castello di Aversa, il suo paese natale. Da subito è in prima linea contro la camorra: dopo la caduta di Cutolo, il clan emergente è quello di Don Antonio Vescia...

Carcere di Poggioreale, 1980. Durante il terremoto, il boss Cutolo approfitta della confusione per liberarsi di alcuni dei suoi nemici, ma Francesco Russo (Giuseppe Zeno) salva la vita ad Antonio Ruggero.

Uscito dal carcere, Francesco, detto O’Malese, va a riscuotere il suo debito: vuole conoscere Don Antonio Vescia (Massimiliano Gallo) e lavorare per lui, diventare uno dei suoi “soldati“.

A Torino, intanto, il magistrato Andrea Esposito (Stefano Accorsi) chiede il trasferimento in Campania: dopo un disastro come il terremoto, la camorra farà di tutto per prendersi i soldi destinati alla ricostruzione. Il giudice vuole tornare a Castello di Aversa, il suo paese natale, dove vive ancora il fratello Marco, che sta per terminare il suo anno di leva nel corpo dei carabinieri  e che nel tempo libero f al'allenatore di calcio per i ragazzi dell'oratorio.

Un anno dopo, Andrea ottiene il trasferimento e arriva a Castello con la moglie Anna (Francesca Beggio) nel giorno del matrimonio di O’Malese con Rosa (Claudia Potenza). A officiare la cerimonia è Don Graziano Diana (Massimo Popolizio).

Vescia ordina a O’Malese di liberarsi di De Luca, vice sindaco di Castello, che ha messo il naso dove non avrebbe dovuto: aveva denunciato la presenza della camorra nel giro degli appalti.

Nel suo primo giorno di lavoro a Castello, Esposito si presenta in Procura e ha come caso proprio l’omicidio De Luca.

O’Malese vuole comprare la Masseria Terruccio. Patrizia (Serena Rossi), la figlia del proprietario Ottavio, assiste alla conversazione. Il padre la rassicura: non ha nessuna intenzione di vendere. Ma scoprirà presto le conseguenze del suo rifiuto: pochi giorni dopo le stalle vengono distrutte da un incendio e iniziano i problemi con le banche e con i fornitori.

Anna ottiene un lavoro in ospedale.

Marco Esposito parla con Patrizia dell’incendio alla masseria del padre: non è stata una disgrazia, ma un incendio doloso, forse causato dalla stessa persona che vuole acquistare l’azienda.

O’Malese propone a Vescia di diventare imprenditori: producendo il calcestruzzo in tutta la zona verranno pagati due volte, per il cemento e per il pizzo.

La scuola di Castello, l’ultimo caso di cui si era occupato il vice sindaco De Luca prima di essere ucciso, crolla.

Esposito interroga il proprietario della ditta di costruzioni, Criscuolo, il quale, messo alle strette, confessa di aver mescolato sabbia e calce per risparmiare sul cemento. Funziona così: l’amministrazione comunale trucca la gara ma devi dare il 10% alla camorra, a Don Antonio Vescia. Dunque per far quadrare i conti devi risparmiare sul cemento e De Luca aveva scoperto tutto.

Andrea arresta Vescia ma, come lo avverte Notarangelo, è stato un errore: si scatenerà una guerra per il potere. Ed è proprio quello che succede: gli Ammaturo, il clan con il quale Vescia si divide il potere, tentano di prendere il comando, ma non riescono ad uccidere Ruggero, braccio destro del boss.

Andrea  ottiene un confronto tra Criscuolo e Vescia, ma il costruttore ritratta le sue dichiarazioni: nessuna accusa, Vescia è libero.

Il boss riorganizza i suoi affari, dando vita al consorzio del calcestruzzo, che affida a suo nipote Paride, e lasciando che sia Ruggero a gestire il resto. O’Malese sembra stanco di fare il semplice soldato…

Ottavio Terruccio decide di vendere la sua azienda, ma Patrizia sa che si sta solo arrendendo alla camorra e ne parla con Marco che, a sua volta si rivolge ad Andrea. Il giudice però, senza prove e se Don Ottavio non parla, non può fare niente.

Esposito decide di fare un censimento di tutti i camorristi e dei loro affari leciti e non.

Marco arresta O’Malese, per non essersi fermato al posto di blocco e per oltraggio a pubblico ufficiale. Dopo qualche ora però, il camorrista è fuori.

Con un blitz, gli uomini di Vescia fanno fuori l’intero clan degli Ammaturo.

Esposito ferma tutti per far capire loro che sanno cosa sta succedendo: Don Antonio, Ruggero, O’Malese tornano in libertà subito: hanno tutti un alibi.

Marco dice a Patrizia che tra venti giorni finirà la leva e si trasferirà a Torino. E le consiglia di andare via anche lei. Ma la ragazza è nata e cresciuta lì e non può scappare.

Andrea viene a conoscenza del consorzio gestito da Paride, il nipote di Vescia: ha creato un vero e proprio monopolio del calcestruzzo per gestire l’intera ricostruzione delle zone terremotate.

Vescia va a trovare O’Malese nella sua nuova casa, la masseria: il giudice non va toccato, ma devono dargli un avvertimento perché capisca contro chi si è messo. Che vada a cercare suo fratello, e gli lasci qualche segno addosso, senza esagerare.

Marco raggiunge Patrizia a scuola e la invita a mangiare una pizza: ha una notizia bella da darle.

Più tardi, al campetto dell’oratorio, Marco comunica ai suoi ragazzi che resterà a Castello e dice a Gennaro di non dire nulla alla sorella Patrizia: vuole farle una sorpresa.

Mentre i ragazzi sono sotto la doccia, Marco viene raggiunto da O’Malese, che dopo averlo picchiato, gli spara.