Fringe: è tutta questione di titoli!
maggio 15, 2012
Saul Bass, uno dei più grandi Title Designer della storia del cinema, ha affermato che “il film inizia con il primo fotogramma” e la stessa regola vale anche per il mondo dei telefilm.

Un telefilm ci colpisce e riesce a creare un rapporto di fidelizzazione con il pubblico grazie alla sua trama avvincente, alla sua struttura, alle dinamiche che personaggi, complessi e sfaccettati, intessono tra di loro, ma il telefilm non è formato solo da questi elementi.

Facciamo un passo indietro, prima di immergerci totalmente negli episodi delle nostre serie preferite, gettiamo uno sguardo su tutto quello che concorre al confezionamento del prodotto seriale. Ai margini della storia si colloca un complesso tessuto di elementi e componenti che danno un contributo essenziale per la costruzione dell’identità seriale, ci riferiamo a quello che viene definito come peritesto.

 Con questo termine si indicano i titoli di testa, di coda, l’incipit e ovviamente lo stretto rapporto che questi elementi hanno con la colonna sonora nel formare una sinergia narrativa tra immagini e musica.

La nostra carrellata tra le sigle dei telefilm muove i suoi primi passi partendo Fringe creato dal JJ Abrams, i titoli di testa son molto indicativi e ci fanno immediatamente capire che si tratta di una serie che appartiene al genere fantascientifico.

Fin dal primo fotogramma siamo introdotti in una dimensione che ha forti legami con la matematica e la scienza, vediamo formule e diagrammi e figure che ci ricordano gli atomi. Ma possiamo capire molto di più osservando le frasi e le parole che appaiono: “precocnition, psychokinesis, teletrasport, nanotecnology, artificila intelligence” che ci spingono verso il centro di una storia intessuta di avvenimenti a cavallo tra il sovrannaturale e il parascientifico.

Lo scorrimento dell’immagine, un allontanamento progressivo dal punto di fuga, sembra il frutto di un’osservazione al microscopio che dal particolare più piccolo si allarga per avere una visione complessiva della realtà.

Questo non è altro che la manifestazione visiva delle dinamiche della serie: qualcuno che, partendo da un indizio e da tracce (tutto ricondotto all’impronta di una mano) e utilizzando essenzialmente un metodo scientifico, indaga su avvenimenti tanto complessi e collegati tra di loro per raggiungere una visione unitaria che metta insieme i pezzi di una storia.

Questo mettere insieme e sottolineato anche dal modo in cui si compone la parola “Fringe”: frammenti che ritrovano la loro unità solo nel momento in cui, arrestato lo scorrimento indietro, lo spettatore ideale ha raggiunto una migliore intelligibilità delle cose.

Possiamo capire molto di una serie con la sola osservazione dei titoli di testa anima profonda, ma troppo speso ignorata dei telefilm.

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