Faccia d’angelo: riassunto della seconda e ultima puntata.
marzo 21, 2012
Ecco la trama della seconda e ultima puntata della serie tv con Elio Germano sul boss della Mala del Brenta, in onda il 19 marzo su Sky 1
Modena, 15 aprile 87. Il Toso (Elio Germano) è in città con Morena (Linda Messerklinger) per una cena d’affari perché quella è una zona molto ricca e ancora “libera”. Ed è proprio mentre sono a tavola che la polizia fa irruzione e arresta tutti. "Non è niente" continua a ripetere il Toso alla sua compagna, anche lei in manette, ma non è così: per il Boss del Brenta è l’inizio della fine. È l’ispettore Ricci (Carmine Recano) ad arrestarlo e a condurlo a Fossombrone, in un carcere di massima sicurezza. Morena, che è l’unica incensurata, l’indomani verrà rilasciata. E all’ispettore, che  le chiede cosa ci faccia in mezzo a quella gente, la ragazza risponde che protegge il suo compagno per amore. Per molti di coloro i quali sono finiti in manette non ci sono prove sufficienti per trattenerli e vengono rilasciati.  Ma il Toso resta in carcere. 1988. Il Toso chiede in prestito alla biblioteca del carcere un libro sull’architettura del XVIII secolo perché vuole studiare e laurearsi in architettura. Fuori dal carcerei suoi affari continuano, ma presto comincerà una lotta per chi dovrà prendere il suo posto. Schei, di ritorno dal Casinò dell’Istria, consegna una valigetta piena di soldi al Moro che però viene fermato ad un posto di blocco. In realtà si tratta di una trappola e sia lui che Schei vengono uccisi. In carcere il Toso sostiene il suo primo esame in architettura. Ma adesso è chiaro perché tutto questo interesse per la materia: l’esame gli serve per studiare una via di fuga dal carcere attraverso la struttura fognaria. Morena intanto ha un incidente sulla strada per Venezia e muore sul colpo. È stato davvero un incidente? Ed ecco che arriva il giorno della fuga: durante l’ora d’aria, con l’aiuto di due complici dall’esterno, il Toso e un altro carcerato riescono ad evadere attraverso la rete fognaria. La notizia, ovviamente, fa scalpore. La polizia che tiene d’occhio il resto della banda in attesa che faccia un errore, riceve la notizia dell’evasione e si precipita a casa della madre: intendono tenere d’occhio la famiglia certi che prima o poi il Toso commetterà un’imprudenza. Nascosto con i suoi fedelissimi, il Toso cerca di capire chi sia stato a fare fuori Schei e il Moro. Ed è proprio uno dei suoi, il Doge, che lo incita a tornare in scena e far vedere chi comanda in Veneto. Ed eccolo di nuovo all’opera: rapisce un’intera famiglia per svaligiare, con il suo solito stile, il caveau di un’azienda. Ma l’uomo reagisce e la situazione sfugge loro di mano: l’uomo è in gravissime condizioni e uno dei suoi resta ferito. Nella banda si diffonde il nervosismo. A Venezia altri stanno addosso ai loro affari e un altro uomo è sparito. La banda allora organizza un incontro con i veneziani che spacciano la roba d’altri e, con la scusa di organizzare un colpo insieme, li fanno fuori tutti. È il 1992 e il Toso è ancora latitante mentre si avvia alla fine il maxi processo a suo carico. Bernini, miracolosamente sopravvissuto alla tentata rapina, è il super testimone. Ma il 1992 è anche l’anno degli attentati a Falcone e Borsellino e il capo della squadra mobile Trionfera (Nino D‘Agata) viene trasferito in Sicilia e chiede a Ricci di seguirlo. Ma il Toso è ancora libero e l’ispettore non ha ancora finito qui. L’ avvocato consiglia al Toso di lasciare l’Italia: se viene arrestato non ci sono soldi che tengano, non potrebbe fuggire di nuovo: se vale la tesi di Arosio (Franco Castellano), con la legge 41 bis sul carcere duro finirebbe in una cella d’isolamento. Il Toso comunica alla madre (Katia Ricciarelli) che devono lasciare l’Italia per la Croazia: lì ha amicizie importanti e potrebbe ottenere con facilità la cittadinanza. Ricci e l’ispettore Del Monaco (Stefano Fregni) si incontrano sul molo: un ingegnere veneto ha comprato una yacht pagando in contanti ed è chiaro che non può essere stato che lui. I due colleghi sospettano stia andando in Croazia e se è così non c’è più nulla che possano fare. Capri: mentre il Toso gioca con il figlio tra i turisti, Ricci e Del Monaco lo arrestano: in Italia ci sono molte barche, ma nessuna che porti il nome di sua madre. "Non è niente" ripete al figlio che ha assistito alla scena ma le ultime parole sono per lui dall’ispettore Ricci: "Ne valeva la pena?".