Faccia d’Angelo: riassunto della prima puntata, in onda il 12 marzo su Sky Cinema 1
marzo 14, 2012
Ecco la trama della prima puntata della fiction con Elio Germano nelle vesti del boss del Brenta: dai primi colpi della banda all’ascesa a capo indiscusso della malavita.
La puntata si apre con le immagini della rapina all’aeroporto Marco Polo di Venezia: è il 14 novembre del 1985 e una banda di uomini, tutti veneti, porta via un bottino di tre quintali d’oro. La scena si sposta poi all’interno di un commissariato: è il primo giorno di lavoro per l’ispettore Ricci (Carmine Recano), appena trasferito, ma è anche il giorno seguente alla rapina, ora su tutte le prime pagine dei principali quotidiani.  Al capo della squadra mobile Trionfera (interpretato da Nino D’Agata), all’ispettore Del Monaco (Stefano Fregni) e al PM Arosio (Franco Castellano) è subito chiaro che gli autori di quel colpo spettacolare sono il Toso (Elio Germano) e la sua banda. Per gli uomini di Trionfera è il momento di mettere insieme tutto il materiale a loro disposizione proveniente dagli archivi di polizia, carabinieri e guardia di finanza della zona e ricostruire passo per passo la storia del Toso e dei suoi uomini, ovvero 15 anni di rapine e crimini. Ma da dove partire? Dai soldi, bisogna seguire i soldi. Ecco come la polizia inizia a mettere insieme i pezzi: è con i sequestri che la banda deve aver iniziato. Ha inizio così il racconto dell’ascesa del boss del Brenta. Siamo nella prima metà degli anni Settanta: ecco il Toso, giovane sveglio e ambizioso, lavorare per lo zio. Ed eccolo alle prese con uno dei suoi primi colpi: il rapimento in pieno giorno di una ricca signora, gestito in combutta con i nomadi giostrai. Da quel momento in poi è un susseguirsi di rapine e sequestri, soprattutto ai danni di laboratori di oreficeria e gioiellerie, che permettono al Toso e ai suoi (il Moro, Schei, il Doge, Bepi e Tavoletta) di accumulare soldi su soldi, spesi poi per fare la bella vita. Alla fine degli anni Settanta vediamo il protagonista studiare il modo di entrare nel giro delle bische clandestine. Trova infatti un accordo con Arsenale, che ha il controllo del gioco d’azzardo nel Nord-Est d’Italia, e con il suo permesso apre una bisca a Padova. Nel frattempo ha un figlio da Grazia, la sua compagna. Il 10 febbraio del 1981 è il giorno in cui battezza il figlio ed è festa per l’intero paese. Tra gli invitati due figure di spicco della malavita, già note alla polizia: Arsenale, che, come abbiamo visto, controlla il gioco d’azzardo e il traffico di droga in Veneto, e un siciliano che vive a Milano. La scena si sposta ora al Casinò di Venezia. Il Toso e i suoi uomini sono lì per studiare il ruolo dei cambisti, ovvero gli uomini di Arsenale che prestano il denaro a coloro che perdono con un interesse del 50% e che, come si verrà a sapere, guadagnano circa venti miliardi l’anno. Ecco il Toso allora organizzare un incontro con il Siciliano e Arsenale per dimostrare come, gestendo lui, il controllo dei cambisti, i guadagni di tutti possano aumentare. Ma se il Siciliano è d’accordo, Arsenale comincia a temerlo. Ed eccoci di nuovo a metà degli anni Ottanta quando il Toso conosce Morena (Linda Messerklinger), sua futura compagna, durante una serata in discoteca. E’ il 3 ottobre del 1985: dopo un incontro con il Siciliano, e venuta a sapere che Arsenale gestisce il traffico della droga dalla Turchia a loro insaputa, la banda commette il primo omicidio. E se non ci sono prove che ad uccidere Arsenale sia stato il Toso, adesso è lui però che ha il controllo indiscusso in Veneto. Il PM Arosio è giunto alla conclusione che devono incriminarlo non per ogni singolo crimine ma bensì per associazione mafiosa: dimostrerà ai colleghi infatti che, per il modo di gestire i suoi traffici e per il fatto di non tollerare alcuna concorrenza, questa non è altro che mafia.