E tu, ti senti un “Italiano Medio”?
febbraio 11, 2015
I fan di Maccio Capatonda avevano già avuto modo di conoscere l’Italiano Medio Giulio nel trailer pubblicato su Youtube due anni fa e non sono rimasti delusi di ritrovarlo sul grande schermo, in una pellicola che ha fatto il boom ai botteghini.

Il film “Italiano Medio” rispetta tutti i caratteri della comicità demenziale di Capatonda, nel suo esordio alla regia cinematografica: dai titoli di testa inverosimili, tipici dei suoi trailer, alle battute non-sense, ai giochi di parole fino ad arrivare al cast dei fedeli: Herbert Ballerina, Anna Pannocchia e Ivo Avido.

Il lungometraggio di Capatonda non è un insieme di sketch sconnessi tra di loro, ma il racconto di una storia, quella di un italiano medio, Giulio Verme, che è al tempo stesso protagonista e spettatore critico di quel mondo finto, rappresentato dalla tv, che ha rifiutato fin da piccolo. Giulio Verme si trasforma da ambientalista convinto a tamarro dei nostri tempi, dopo aver assunto una pillola che riduce le sue capacità cerebrali al 2%, azzerando del tutto i suoi valori civici. Il linguaggio del film, così come l’intensità del racconto, sono spinti all’eccesso. Una forma espressiva volgare, alterata, ma coerente.

E’ il gioco linguistico, intelligente e contestualizzato, che non lo rende per niente banale. L’Italiano medio di Capatonda è ricco di riferimenti cinematografici: Limitless, Fight Club, Arancia Meccanica, Hunger Games, e ancora Charlie Chaplin in Tempi Moderni (tra i riferimenti a Charlie Chaplin quello, in chiave contemporanea, del lavoratore alienato davanti ad un nastro trasportatore che smista spazzatura). Tutti elementi che non lo rendono un film semplicemente comico, ma qualcosa di più.

Capatonda è stato bravo a portare sul grande schermo la sua comicità demenziale e surreale, il suo codice linguistico ricco di non-sense, senza stancare. D’altra parte non manca la presenza di qualche illustre comico, come Nino Frassica, maestro indiscusso della comicità non-sense.

Italiano Medio è una rappresentazione della realtà, esasperata, ma neanche troppo, di un individuo che fonde stupidità e intelligenza a seconda dei casi e come meglio conviene.

E’ un racconto, in chiave comica, della lotta quotidiana, tra la parte trash e quella pubblicamente dignitosa,  che ognuno di noi si trova ad affrontare. Che piaccia o meno, Italiano medio è uno spaccato della nostra società; uno specchio di noi stessi con cui dovremo prima o poi fare i conti.